Castagnola - Vicosoprano tra la Val D'Aveto e la Val Trebbia

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Castagnola

Val D'Aveto
Castagnola (Castagnöra nel dialetto locale) è una frazione del comune di Ferriere, in provincia di Piacenza. L'abitato è situato in val d'Aveto all'interno del parco Naturale Regionale dell'Aveto, vicino al confine fra Liguria ed Emilia-Romagna.
Il paese è diviso in tre parti, una alta denominata Cervini, una centrale denominata Caselli e una bassa denominata Calamari, servite rispettivamente da tre strette strade. Il nome dei quartieri deriva dal cognome delle famiglie che li abitavano al tempo della fondazione del paese. Dopo una corta e ripida salita si giunge alla piazzetta principale, detta dei Caselli, che è collocata in centro al borgo. La chiesa è invece situata in alto e risulta essere più isolata rispetto al resto del paese. Il nucleo abitativo si raggiunge percorrendo due chilometri di strada panoramica a partire dal bivio con la strada statale 586 della Valle dell'Aveto.
Dalle sue origini il paese visse di agricoltura, artigianato e pastorizia effettuando ogni anno l'alpeggio nelle alture dei monti che sovrastano il borgo. I numerosi campi sparsi per tutto il paese e nelle sue vicinanze venivano principalmente coltivati ad ortaggi stagionali (patate, pomodori, verdure, fagiolini, cavoli) ed, i più estesi a cereali come il grano o il granoturco. I campi non utilizzati nel periodo, secondo la rotazione triennale, venivano coltivati a foraggio come fieno o erba medica per il sostentamento dei capi di bestiame. Gli animali allevati erano principalmente bovini, pecore, capre, assieme a conigli e galline.
I mestieri artigianali erano quelli utili alla vita del paese ed erano principalmente il fabbro, il falegname, il muratore, il tessitore. Il paese era anche un buon centro di produzione casearia, i formaggi venivano commerciati nei paesi limitrofi ma anche lontani come Ottone.
Le forme venivano trasportate a spalla con appositi zaini di legno lungo i sentieri che collegavano i paesi e le vallate. Tutti questi mestieri sono andati via via perdendosi poiché molti dei discendenti degli abitanti sono emigrati nel piacentino o nella riviera ligure di levante per cercare lavoro non portando avanti la tradizione contadina. Gli abitanti del paese di Castagnola hanno partecipato ai lavori di costruzione della vicina diga dei Boschi e alla lotta partigiana durante la resistenza. Durante la Seconda guerra mondiale molti degli abitanti arruolati perirono in guerra nei vari fronti fra qui quello greco. I cognomi predominanti del paese sono dalla fondazione ai giorni nostri quelli originari: Calamari, Cervini e Casella.
Lo spopolamento che ha interessato l'Appennino piacentino ha fatto sì che attualmente il centro abitato sia sprovvisto di esercizi commerciali, che esistevano fino agli anni settanta, e di servizi. L'unico servizio usufruibile è la corriera, la cui fermata si trova a circa due chilometri di distanza dal paese. La frazione ad oggi ospita stabilmente circa una decina di persone suddivise in sei famiglie. Nel periodo estivo la popolazione aumenta per la presenza di villeggianti e dei figli, nipoti e pronipoti degli abitanti di un tempo. Nello stesso periodo, essi si riuniscono anche per riordinare i sentieri e le strade che, a causa dello scarso numero di residenti stabili, tendono ad avere una scarsa manutenzione e per organizzare feste popolari.
L'antico mulino di Castagnola Dall'estate del 2001 al dicembre 2003 la popolazione, grazie al lavoro dei volontari dell'Associazione per lo Sviluppo Compatibile delle Alti Valli Piacentine (ASC) ed al contributo economico di enti pubblici e privati, si è presa carico della rimessa in opera del mulino di Castagnola situato ai piedi del paese lungo un torrente ricco di acqua nella gran parte dell'anno, vicino alla statale dell'Aveto (conosciuta anche come Strada dei Boschi). [1] Caratteristica fondamentale dell'opera è stato l'impiego dell'esperienza dei lavoratori che, ancora oggi, hanno messo in opera gli insegnamenti ricevuti dai loro predecessori che avevano personalmente utilizzato regolarmente mulini rurali di tipo identico a quello restaurato. Per accogliere adeguatamente i visitatori è stata realizzata un'area pic-nic non presente originariamente, con sedie di pietra e tavoli realizzati con le vecchie macine non più utilizzate per la realizzazione della farina di castagne. Una di esse è stata utilizzata per realizzare il Monumento all'ignorante, eretto a ricordo di alcuni vandali che ruppero le macine in buono stato di conservazione. L'iscrizione recita: « l'empio atto compiuto da ignoti per scoprire se le macine, di sasso verde, contenevano smeraldi... » Inaugurato il girono 7 dicembre 2003 e ripristinato in ogni sua funzionalità dopo mezzo secolo di inattività, il mulino vecchio (U muren veciu de Castignöra) è attualmente funzionante ed utilizzato dagli abitanti per macinare le abbondanti quantità di castagne raccolte nel periodo autunnale, al fine di preparare le scorte della tipica farina di castagne ligure.
La processione della Madonna del Carmine Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.
Festività Ogni anno vengono festeggiati il santo protettore San Policarpo (ultima domenica di febbraio) e la Madonna del Carmine (penultima domenica di luglio) con una processione, alla quale partecipano anche i paesi vicini.
Architetture religiose La chiesa parrocchiale di Castagnola L'imponente campanile della chiesa di Castagnola Sede di parrocchia, la frazione ospita anche una chiesa dedicata a San Policarpo e alla Madonna del Carmine, annesso alla quale vi è un cimitero. Dalla parrocchiale di Castagnola dipende la chiesa di S. Giovanni Battista di Boschi, un tempo parrocchia. (Notizie da Wikipedia)

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