Cabanne - Vicosoprano tra la Val D'Aveto e la Val Trebbia

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Cabanne

Val D'Aveto
Alla confluenza dell'Aveto col fiume Bozale si trova Cabanne, importantissimo centro che si sviluppò dopo che i monaci di Villa Cella prosciugarono la piana omonima effettuando uno sbancamento presso le Rocche del Masapello, più o meno ove si trova la pietra della "balena". Il paese deve il suo nome, secondo gli storici più accreditati, alle capanne che si trovavano intorno al lago. Vorremmo però considerare anche una seconda ipotesi: il nome Cabanne potrebbe derivare dal termine valdavetano "a ca' banna" (la casa della bandita) risalente all'istituzione feudale delle bandite, le riserve di pascolo cintate entro il cui perimetro avevano diritto di pascolo solo i pastori che annualmente pagavano pedaggio ai feudatari del luogo. Non bisogna dimenticare che uno dei primi atti di Alberto Fieschi Conte di Lavagna a favore dei Da Meleto (e quindi della propria casata) presso Corrado Malaspina, detto l'antico, fu chiedere diritto di pascolo nelle valli dell'Aveto e del Trebbia. Cabanne è un sito di importanza notevole: rifondato verso la metà del 1300 dopo il prosciugamento del lago, divenne la residenza della potente famiglia dei Della Cella che, raccogliendo l'eredità dei Da Meleto (gli antichi feudatari) e sfruttando il controllo dei traffici da e per Piacenza, in breve diede vita ad una grande casata con diramazioni a Rezzoaglio, Santo Stefano d'Aveto e Chiavari. Chiesa di San Bernardo Citata nel registro della Curia Vescovile del 1523 ("Chabana... in valle de Aute"), divenne parrocchia nel 1595 smembrandosi dalla matrice di Fontanarossa in Val Trebbia. Presenta due notevoli opere del Lanfranchi: "La deposizione dalla Croce" e "La Resurrezione". Queste tele, come cita G.B. Molinelli nel suo "Brevi cenni sulle origini e vicende storiche di Cabanne d'Aveto",
furono acquistate nel 1861 dalla chiesa di Santa Maria di Castello di Genova da l'allora parroco don Angelo Simonetti. Tutto intorno alla chiesa vi sono case di notevole valore artistico che rappresentano l'antico borgo dei signori Della Cella. La più importante è la casa dei nobili Della Cella, casa fortilizio del 1500 fatta costruire (probabilmente su edifici d'epoca antecedente appartenuti ai Della Cella) da Antonio Doria allo scopo di riscuotere i pedaggi alla foce del Bozale da chi proveniva dall'antica strada che immetteva in Val di Sturla. A lato di questa casa vi è un portale datato 1791. (Sandro Sbarbaro)

 
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