Ascona - Vicosoprano tra la Val D'Aveto e la Val Trebbia

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Ascona

Val D'Aveto
Ascona o Scona, come veniva chiamato nel XVIII° secolo, fu l' unico dei paesi del cosiddetto Aveto Genovese a non fare parte del Marchesato di Santo Stefano d' Aveto e per questo motivo non si hanno precise notizie del paese prima del XVI° secolo anche se certa è la sua esistenza gia nel III° secolo d.C. quando era conosciuto con il nome di Oscus Osconam. La storia moderna di Ascona comincia neI XVI° secolo quando era abitato dalle famiglie degli Ascona e dei Cavanna, che fuggirono per motivi politici tra il 1500 ed il 1512 nella vicina val Nure. Fino al 1624 il paese fece parte dal Marchesato di Gambaro, ma con la morte del marchese Pier Francesco Malaspina passò a far parte del Ducato di Parma e Piacenza ed in seguito nel feudo dei conti Landi di Rivalta. Le prime notizie su Ascona si hanno a proposito della costruzione della prima chiesa : in un atto datato 10 Marzo 1619 si legge che... Ascona, villa già della parrocchia di Torrio, cominciò ad avere chiese sue proprie nella prima metà del sec. XVII... Da sempre terra di confine, Ascona era sede di una piccola dogana posta per arginare il fenomeno del contrabbando che era assai praticato tra i territori Liguri ed Emiliani. Nel 1761 vi abitavano 19 famiglie per un totale di 113 abitanti mentre nel 1805 il capitano dell'esercito Francese Antonio Boccia contava 152 anime. Con l'invasione dell'Italia da parte di Napoleone Bonaparte, Ascona viene inclusa nei territori della Repubblica Ligure e, a conclusione del Congresso di Vienna, del Regno di Sardegna.
Nei primi anni del XIX secolo vennero erette l'attuale Chiesa parrocchiale, dedicata a San Bernardo da Mentone, ed il cimitero.
Nella seconda metà del secolo, causato da un forte incremento demografico e da forti carestie, ebbe inizio un massiccio movimento di emigrazione verso i paesi d'oltreoceano (in primis Stati Uniti, Argentina e Cile) che terminò solo con l'avvento della seconda guerra mondiale. Negli Stati del continente americano ancora oggi si trovano discendenti di queste persone come testimoniano i cognomi tipici di Ascona, Barattini, Carpanese e Laneri, presenti in molte città di oltre Atlantico. Malgrado le aspre condizioni ambientali, Ascona fu un paese vivo e vitale sino al secondo dopoguerra come testimoniano i 142 abitanti censiti nel 1951, ma con il boom economico e la costruzione della carrozzabile verso Santo Stefano e di conseguenza verso le grandi città del Nord, riprese il fenomeno dell'emigrazione, questa volta interna. Oggi Ascona conta circa venticinque abitanti, la maggior parte anziani, le cui attività principali restano l'agricoltura e l'allevamento mentre durante i mesi estivi si ripopola sino a sfiorare le duecento presenze.

 
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