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più o meno ero come in queste foto sotto quando arrivai per la prima
volta a Vico ... da allora fino ai cinquant'anni, ogni estate sono
ritornato a passarci parte delle mie vacanze.
Mi hanno raccontato che da bambino ero abbastanza vivace e tremendo:
sgaiattolavo fuori di casa e ogni tanto mi perdevo. Una volta rimasi
intrappolato in mezzo alle ortiche e non riuscivo più ad uscirne.
Un'altra, all'età di sette anni, mi alzai alle quattro e dissi che
dovevo andare per legna. Arrivai fino alle Moeggie e siccome non si
decideva a fare giorno, pensai di
portare a casa, rubandoli, tutti i frasconi che trovavo. Quando mi
vide la nonna me ne disse da vendere e da spendere.
Dormivo con lo zio Angiolino e siccome si alzava sempre prestissimo,
non mi andava di rimanere da solo nel letto; così mi alzavo anch'io
e ogni mattina me ne inventavo una da combinare.
Che bei tempi!! Ad agosto appena i miei genitori scendevano dalla
corriera, lo zio Cantun leggeva loro il Vangelo: tuo figlio ha fatto
questo e quest'altro.
Papà Colombo rideva, mentre mia mamma mi sgridava per due minuti e
poi mi abbracciava dicendo: -Carra il mio bel nanin! Quanto mi sei
mancato!-