il mio vico

il mio vico I miei nonni  in fasce coi miei genitori adolescenza amici amori u me pasqua
Il mio Vico brilla dentro di me come un fuoco artificiale, globale nel suo massimo e ricadente in milla luci che si depositano nel buoi del ricordo.
E lì vi stanno persone, cose, panorami, botte, discussioni, sesso, saponette, cioccolato bianco, indugi, certezze, azioni, vigliaccherie. messe, lutti, amici scomparsi e ogni sfumatura del bello e del brutto.
Di artificiale non vi è nulla invero; solo la metafora.
Quello che sono adesso è una somma di quelle luci che sono ripiombate nel buio, ma tutto vive ancora. Non si vede,  ma dal profondo silenzio fa un rumore infernale che, spesso vorrei zittire per sempre, per continuare la mia strada più alleggerito.
Dio ci ha dato l'emozione della nostalgia, ma anche il potere di razionalizzarla.
In me questo potere è assai esiguo. Io che vivo d'istinto come faccio a bagnare le ceneri ardenti? Dovrei essere un manager che deve far tornare i conti e sviluppare soltanto futuro. Il passato è una tirannia e il futuro altrettanto! Per non essere schiavo del tiranno e godere di un po' di libertà sono diventato un discepolo del "A DIO PIACENDO!" e, giorno per giorno, mi tengo caro il mio Vico, inviando nel frattempo, nuove canzoni al futuro.