2013 - Vicosoprano tra la Val D'Aveto e la Val Trebbia

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2013

Vicosoprano > Archivio Notizie

1 gennaio 2013
Buon 2013 a tutti!

Inizio subito col ringraziare Franca Malaspina e Donatella Donenghi per il materiale prezioso che mi hanno inviato e che è visibile al link "il vostro spazio". Ne approfitto per invitare tutti coloro che vogliono partecipare a questa memoria di Vico a mandarmi qualsiasi cosa che possa arricchirla. Grazie! Il modo per farmi pervenire foto, video, documenti, etc è sempre lo stesso: allegarlo all'indirizzo di posta elettronica renatopareti@alice.it. Se qualcuno dovesse avere difficoltà con questo sistema può sempre spedire il materiale al sottoscritto che lo elaborerà restituendolo nel più breve tempo possibile.

26 febbraio 2013
UN'ALTRA BELLA PERSONA SE NE VA
-Volare ... oh oh, cantare ... oh oh oh oh-
-Giuseppe stai correndo, rallenta ...-
-Nel blu dipinto di blu ...-
E chi se lo dimentica quel personaggio straordinario del karaoke '93!!! Avremmo dovuto pensare ad un premio speciale "simpatia" e lui l'avrebbe sicuramente vinto. Non era stato facile convincerlo a partecipare, timido com'era, ma le mie insistenze e la nostra amicizia ebbero la meglio e, così, Giuseppe Brigada figurò tra i partecipanti di quella che doveva essere una manifestazione sperimentale per Vico e che, invece, nel corso degli anni è diventato un classico dell'estate.
Giuseppe era un omone buono, di quelli a cui puoi chiedere qualsiasi favore e non ti dice mai di no, anzi va in mezzo alle gambe del tavolo per accontentarti.

Era un piacentino trapiantato a Vico dopo essersi sposato con Maria di Tugnarda.
Lo frequentavo principalmente d'estate, quando oltre a fare il contadino era anche un po' il factotum del salone. Come si arrabbiava quando trovava cartacce e mucci in giro! -Lo vedi che cosa fanno? Questa ti pare buona "educasione"?-
e io -No Giuseppe, però la facciamo una partita a scopa?-
-Con te ci gioco, basta che non mi sgridi-
Non sono ma stato un bravo giocatore di scopa, ma lui mi batteva in peggio. A volte prendavamo una fila di scope proprio da "sciappun" e lui cominciava a ridere a crepapelle ... come si faceva a sgridarlo? Veniva da ridere anche a me.
-E le patate quest'anno come vanno?
-Mica tanto bene, non piove, ma un sacchetto per te c'è sempre.-
-Grazie Giuseppe! Me le chiudi tu le finestre quando arriva il gelo?-
-Sta tranquillo che alla casa ci guardo io.-
Poi passava un altro inverno intrappolato dalla depressione, quella malattia cattiva che ti fa perdere contatto col mondo esterno.
Se non ci fossero stati la sua Maria, l'Antonella e i suoi gatti ... A primavera inoltrata si risvegliava dal suo buio e, pian piano, risbocciava come fanno i fiori. Quando stava bene aveva una forza incredibile e riusciva a recuperare anche tutti quei lavori che non era riuscito a fare durante il tempo della malinconia. Mi andava persino a pulire la casa in modo da farmela trovare aerata ed accogliente e mi strappava tutte le erbacce che erano cresciute sulla scala davanti.
-Come stai Giuseppe?-
-Adesso bene, ma quest'inverno ... ma ormai ci sono abituato ... non so cosa mi prende ... d' altronde sono morto già sei volte e sei volte sono resuscitato ... ti fermi un po' quest'anno?-
Il 26 febbraio 2013 Giuseppe è morto davvero e questa volta non potrà più raccontarmelo, ma non lo dimenticherò mai, perché era davvero una gran bella persona. I vicosopranesi, gli orsi per eccellenza, hanno riempito la chiesa oggi 28 febbraio 2013 per salutarlo sotto un cielo blu, dipinto di blu.

25 marzo 2013
STRUGGENTE PANORAMICA DEL NOSTRO PASSATO ...
Non si può non pubblicare una foto così bella e significativa per tutti noi.
Ringrazio Lele Besostri che l'ha scattata e la sua calda poesia.

In questo stesso giorno anche Luisa se ne va.Le mie condoglianze più sincere a tutti i suoi famigliari.
27 marzo 2013
Ciao, anche Luisa è andata, voglio approfittare del "nostro" sito per ringraziare tutti. Ancora una volta "la gente di Vico" ha dimostrato la sua grandezza, è proprio il caso di dirlo: siamo unici nella valle! Parenti, amici, conoscenti... è sufficiente essere "di gressuan" per vivere questi momenti in una unità che genera stupore nelle altre persone. Grazie ancora, manteniamo questi nostri gesti nel tempo e ..... Cari auguri di buona Pasqua a tutti. Stefano Traversone

27 marzo 2013
Vicosoprano è un paese molto ricco di semplicità  e amici. Io in estate ci vado sempre e mi diverto moltissimo. Ci sono molti abitanti, molte attività  da svolgere in compagnia e soprattutto il sorriso non manca mai!Io sono la nipote di Modesto, un nonno fantastico che tutti conoscono...Ma tutti là sono fantastici!!! Ciao Roberta Traversone!!

16 luglio 2013
Pubblicata sul nostro sito una serie di foto che mi ha inviato Paola Zanardi. Riguardano in parte la sua famiglia, amici e conoscenti e in parte foto scattate da lei durante le nostre belle gite nelle feste dei nonni.

Novembre 2013
Due eventi funestato questo mese di questo anno orrendo: il crollo della strada che porta pa Costa e la scomparsa di Gino.
Per il primo si sta già lavorando per ripristinare la viabilità, per il secondo non possiamo fare altro che pregare, rassegnarci e ricordare.
Ogni tanto succede di conoscere in questa nostra società frettolosa persone che nulla hanno a che fare con la normalità del procedere. Persone che vivono in disparte, privi di protagonismi, prodighi di sorrisi, disponibili e sempre pronti a farsi carico degli impegni presi anche a distanza di anni. Gino è una di quelle persone. Lo ricordo quando si andava ancora con le mucche; lui le portava in Pescin con la sorella Maria. Certo, poi non ha avuto una vita facilissima, ma ha sempre affrontato tutto con tenecia e ottimismo. E' stato vicino alla sua mamma Rosa quando lo chiamava a tutte le ore del giorno e della notte; è stato un marito straordinario per la sua Antonella, provata anch'essa da tanti anni di tribolazioni ed infine ha affrontato la sua malattia con dignità impareggiabile. Sin dalla sua scoperta egli disse: -siamo tutti diversi e ogni storia è a parte.- La vita gli ha regalato ancora sei anni, caso più unico che raro. Gino non ha mai perso un giorno di lavoro, malgrado le cure debilitanti ed è ritornato al suo Vico ogni vollta che ha potuto. Un grande esempio di uomo di fronte al mistero.
Grazie Gino per la tua testimonianza umana! Ora è tempo di guardarci tutti dall'alto, mentre, formichine, ci danniamo per il niente.
Sappi sorriderci con indulgenza come hai sempre fatto! Ciao!
 
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